Modulo 4-2-3-1: Il Doppio Mediano, il Trequartista e Perché Tutti lo Giocano
Il 4-2-3-1 è il modulo che ha rimesso il numero 10 in campo dopo che il calcio degli anni Novanta lo aveva cancellato. Non lo ha rimesso gratis: gli ha chiesto di correre all'indietro. Qui trovi i compiti di ogni ruolo, i due esempi che hanno fatto scuola e i punti dove lo schema si rompe.
Da dove arriva il 4-2-3-1
Non nasce in Italia, e questo spiega molte cose.
L'uomo a cui viene attribuito il modulo è Juanma Lillo, oggi vice di Guardiola al Manchester City, che nel 1991-92 alla Cultural Leonesa in Segunda División schierò per primo quel disegno. La sua spiegazione è rimasta famosa per la sua semplicità: era il modo più simmetrico che aveva trovato per giocare con quattro attaccanti. Uno davanti, tre dietro di lui, e due uomini a tenere in piedi tutto il resto.
Negli anni Duemila il modello si è allargato all'Europa. Mourinho lo ha portato al Chelsea e poi al Real Madrid, la Germania lo ha adottato come modulo nazionale dopo il Mondiale 2006, e il Bayern del triplete lo ha reso la cosa più vicina a uno standard continentale. In Serie A l'arrivo è stato più lento, frenato da due tradizioni nostre: il 3-5-2 e l'albero di Natale di Ancelotti. Poi è arrivato il Milan di Pioli e il dibattito si è chiuso da solo.
Le linee del 4-2-3-1
Sulla carta sono quattro reparti, non tre.
- 4 difensori: due centrali e due terzini, con i terzini liberi di salire perché davanti a loro c'è un cuscinetto.
- 2 mediani: il cosiddetto doppio mediano, quasi sempre uno che rompe il gioco e uno che lo costruisce.
- 3 trequartisti: un centrale (il 10) e due esterni offensivi che sono ali a tutti gli effetti.
- 1 punta: un centravanti solo, che deve saper giocare spalle alla porta.
Quello che rende il 4-2-3-1 il modulo più equilibrato del calcio moderno è che i suoi numeri cambiano a seconda di chi ha la palla. In fase difensiva gli esterni alti tornano sulla linea dei mediani e la squadra è un 4-4-1-1 ordinatissimo. In fase offensiva sale un mediano e diventa un 2-3-5. Lo stesso undici, due squadre diverse.
Come funziona, reparto per reparto
La difesa
I centrali del 4-2-3-1 vivono meglio dei loro colleghi di qualsiasi altro modulo a quattro, perché hanno due uomini fissi davanti. Questo permette ai terzini di alzarsi anche insieme: nel Milan 2021-22 Theo Hernández e Calabria attaccavano in contemporanea proprio perché uno dei due mediani restava basso a fare da tappo. Ai centrali si chiede più lettura e primo passaggio che velocità pura.
I due mediani
È il cuore del modulo, e la divisione dei compiti decide tutto.
La versione classica prevede un incontrista e un regista: Schweinsteiger e Javi Martínez al Bayern, Bennacer e Kessié al Milan. Il patto tra loro vale più di qualsiasi schema su lavagna, perché è semplice e non ammette eccezioni: quando uno sale, l'altro resta. Se salgono entrambi la difesa è scoperta. Se restano entrambi, la squadra non crea niente e gira la palla da una parte all'altra senza mai entrare dentro.
I tre trequartisti
Il centrale è il vecchio numero 10 con il contratto rinegoziato. Riceve nello spazio tra i mediani e i difensori avversari, quello che i tecnici chiamano tra le linee, e ha mezzo secondo per decidere. Brahim Díaz in quel Milan, Kroos nel Bayern di Heynckes, Özil nella Germania di Löw: profili diversi, stesso compito. Gli altri due sono ali che partono larghe e rientrano sul piede invertito, liberando la fascia al terzino.
Il centravanti
Solo davanti, il 9 deve tenere la palla finché non arrivano i tre. Per questo il 4-2-3-1 chiede un attaccante di riferimento più che uno scattista: Giroud è l'esempio perfetto, un centravanti che protegge il pallone e fa salire la squadra di venti metri con una sponda. Una punta che sa solo attaccare la profondità, in questo modulo, tocca dieci palloni a partita.
Pregi
- Sei uomini dietro la linea della palla senza sforzo. Quattro difensori e due mediani formano un blocco che poche squadre bucano centralmente. È il modulo più facile da chiudere quando sei in vantaggio.
- Cinque uomini in attacco senza scoprirsi. I tre trequartisti, la punta e un mediano che si inserisce fanno cinque, mentre gli altri cinque restano in copertura. Pochi moduli ti danno questa doppia garanzia.
- Il trequartista ha una casa. Nel 4-3-3 un fantasista puro non trova collocazione, nel 4-2-3-1 sì. È il modulo che ha riportato il numero 10 nel calcio d'élite, a patto che rientri.
- Transizioni immediate. Quando recuperi palla, gli esterni sono già alti e la punta è già pronta a fare da sponda. Il contropiede parte in tre tocchi, senza bisogno di costruire.
Difetti
- Due contro tre in mezzo. Contro un 4-3-3 o un 3-5-2 i tuoi mediani sono in inferiorità numerica, e il terzo uomo avversario esce sempre libero in uscita palla.
- La zona davanti ai mediani. Se l'avversario piazza un uomo lì, i due si guardano e nessuno esce. È il punto in cui il modulo perde compattezza più spesso.
- Gli esterni che non rientrano. Senza il loro ripiegamento la linea di quattro a centrocampo diventa una linea di due, e i terzini avversari salgono indisturbati.
- La punta in solitaria. Un centravanti lasciato a duellare contro due centrali per novanta minuti non fa gol e non fa salire la squadra. Il problema non è suo: è dei tre alle sue spalle.
Come si batte il 4-2-3-1
Il modo più semplice è il più vecchio: superiorità numerica in mezzo. Tre centrocampisti contro due mediani significa che, ogni volta che la palla esce dalla difesa, uno resta scoperto. In Serie A questo lavoro lo fa il 3-5-2, che in quella zona mette tre uomini e sulle fasce ne aggiunge altri due, costringendo gli esterni offensivi del 4-2-3-1 a difendere per tutta la partita invece di attaccare. È il motivo per cui certe squadre italiane cambiano modulo a seconda dell'avversario e non del proprio credo.
La seconda strada è marcare a uomo il trequartista. Togli il 10 dalla partita e il 4-2-3-1 perde l'unico giocatore che crea da dentro l'area di gioco; resta il cross, che contro due centrali alti è una lotteria. Simeone ha costruito intere stagioni su questo principio: un mediano che segue il rifinitore ovunque vada, e il resto del blocco che non si muove di un metro.
La terza è attaccare le spalle dei terzini. Nel 4-2-3-1 i terzini danno l'ampiezza, quindi si alzano. Una palla lunga diagonale nello spazio che lasciano trova i due centrali obbligati a scivolare, e a quel punto l'area è vuota. Contro un Milan che aggrediva altissimo, le squadre che segnavano lo facevano quasi sempre così.
Quando conviene giocare il 4-2-3-1
- Quando hai un trequartista vero e non vuoi sacrificarlo in panchina o adattarlo esterno.
- Quando i due mediani si completano: uno che recupera, uno che imposta.
- In trasferta e nelle gare secche, per la facilità con cui il blocco si chiude in 4-4-1-1.
- Quando il centravanti è un uomo d'area capace di tenere palla, non un contropiedista puro.
Due esempi veri
Milan di Stefano Pioli, 2021-22. Maignan; Calabria, Tomori, Romagnoli, Theo Hernández; Bennacer e Kessié; Saelemaekers, Brahim Díaz, Leão; Giroud. Scudetto numero 19 chiuso a 86 punti, il miglior punteggio di sempre del club al netto delle penalizzazioni, e 31 gol subiti, la miglior difesa del campionato alla pari con il Napoli. Giroud e Leão hanno segnato 11 gol a testa in campionato. Il titolo è arrivato il 22 maggio 2022 a Reggio Emilia, 3-0 al Sassuolo con doppietta di Giroud. Con un'età media di 26 anni e 93 giorni è stata la rosa più giovane a vincere uno scudetto.
Bayern Monaco di Jupp Heynckes, 2012-13. Neuer; Lahm, Boateng, Dante, Alaba; Schweinsteiger e Javi Martínez; Robben, Kroos, Ribéry; Mandžukić. Il primo triplete tedesco della storia: Bundesliga, coppa e Champions. In campionato 91 punti con 29 vittorie e una sola sconfitta, 98 gol fatti e una differenza reti di +80, titolo matematico già alla 28ª giornata. In finale di Champions a Wembley, il 25 maggio 2013, Robben ha deciso il derby tedesco con il Borussia Dortmund all'89° dopo l'assist di Ribéry: 2-1.
Come riconoscerlo guardando la partita
- Due giocatori affiancati davanti ai centrali in fase di impostazione, sempre alla stessa distanza tra loro.
- Un solo attaccante in linea con l'ultimo difensore; gli altri stanno almeno dieci metri più indietro.
- Senza palla vedi due linee da quattro e un uomo solo davanti, che di solito è il trequartista rimasto alto.
- Gli esterni si scambiano le fasce per rientrare sul piede forte e calciare.
Il modulo di chi vuole dormire tranquillo
Il 4-2-3-1 non è il modulo più spettacolare, ed è esattamente per questo che ha vinto. Dà a un allenatore la difesa che gli serve il sabato e il fantasista che gli chiede la piazza la domenica, nello stesso undici. Chi lo gioca bene ha una squadra difficile da affrontare. Chi lo gioca male ha una punta che non tocca palla e due mediani che non si parlano.
Se vuoi vedere come cambia la tua squadra spostando un uomo dalla mediana alla trequarti, prova a disegnarla su Quick Lineup e confrontala con un 4-3-3. Gli altri schemi sono tutti nella guida ai moduli di calcio.


