Modulo 4-3-3: Come Funziona, Pregi, Difetti e Come Si Batte

Modulo 4-3-3 disegnato sul campo da calcio

Quattro dietro, tre in mezzo, tre davanti.

Il modulo 4-3-3 è probabilmente il sistema più influente degli ultimi cinquant'anni. Sopra ci sono stati costruiti il Calcio Totale olandese, il tiki-taka di Guardiola, il pressing di Klopp e, in Italia, tutto quello che va da Zeman a Spalletti. Il pregio è che occupa il campo intero senza lasciare buchi; il prezzo è che quasi ogni ruolo pretende un giocatore completo. Questa guida passa dall'origine ai compiti di ogni reparto, dai pregi e difetti al modo in cui gli avversari hanno imparato a bucarlo.

Dall'Ajax di Michels a Zeman

La versione moderna nasce nell'Ajax di fine anni Sessanta, con Rinus Michels.

Michels partì dal 4-2-4 che il Brasile aveva reso famoso ai Mondiali del 1958 e del 1962 e arretrò una punta a centrocampo. Ne uscì un 4-3-3 più equilibrato, capace di reggere l'idea del Calcio Totale: ogni giocatore di movimento poteva occupare la posizione di un compagno mentre gli altri ruotavano per tenere la struttura. Con quella base l'Ajax vinse la Coppa dei Campioni nel 1971 con Michels e nel 1972 e 1973 con Ștefan Kovács, senza subire gol in nessuna delle tre finali, e Michels portò il modello all'Olanda finalista al Mondiale 1974.

In Italia il 4-3-3 ha una storia a parte, e ha un nome: Zdeněk Zeman. Il suo Foggia dal 1991 al 1994 giocava un 4-3-3 senza compromessi, linea altissima, mezzali che attaccavano l'area e una squadra neopromossa che segnava 58 gol in Serie A. "Zemanlandia" fece scuola in un campionato che allora viveva di 4-4-2 e libero.

L'espressione massima resta il Barcellona di Pep Guardiola. Nel 2008-09, il suo primo anno, tenne il 4-3-3 quasi senza variazioni, con linea alta, pressing immediato dopo la perdita e il terzetto Xavi, Iniesta, Busquets in mezzo. Vinse Liga, Coppa del Re e Champions nella stessa stagione. Quindici anni dopo il Napoli di Spalletti ha portato lo stesso disegno allo scudetto.

I tre reparti

Due centrali e due terzini che, nelle versioni più offensive, salgono di continuo. Tre centrocampisti: di norma un regista e due mezzali. Tre attaccanti: una punta di riferimento e due esterni.

A distinguere il 4-3-3 è l'equilibrio tra ampiezza e controllo. Gli esterni allungano la difesa avversaria, il terzetto centrale domina la zona mediana e i terzini creano superiorità sulle fasce quando arrivano. Nessun altro modulo a quattro dà entrambe le cose senza sacrificare un reparto.

Come funziona reparto per reparto

Difesa

I centrali devono saper impostare, soprattutto nelle squadre di possesso. I terzini salgono spesso per dare ampiezza, e questo lascia ai centrali più campo da coprire che in qualsiasi altro schema a quattro. Nel Napoli 2022-23 Kim Min-jae e Rrahmani reggevano una linea altissima mentre Di Lorenzo entrava dentro al campo come un centrocampista aggiunto.

Centrocampo

Il regista protegge la difesa e organizza la prima uscita. Busquets ha ridefinito il ruolo unendo lettura del gioco e passaggio corto che rompe le linee; in Italia Lobotka ha fatto la stessa cosa nel Napoli di Spalletti, e Pirlo prima di lui nel Milan di Ancelotti, anche se lì il modulo era un 4-3-1-2.

Le due mezzali alternano inserimento e rientro. Xavi e Iniesta sono la coppia che ha definito il compito: dominare il possesso, ricevere tra le linee, creare superiorità al centro. Se una delle due non rientra, il regista resta solo e senza palla il modulo diventa un 4-1-5.

Attacco

Gli esterni attaccano la porta dal fondo per crossare o si accentrano per calciare. Kvaratskhelia e Politano hanno mostrato i due stili nella stessa squadra: il georgiano che punta l'uomo dal lato sinistro, Politano che rientra sul mancino. La punta può essere un falso nove che arretra a cucire, come Messi in certe fasi del Barcellona, oppure un riferimento che attacca la profondità e libera spazio per gli esterni, come Osimhen.

Pregi

  1. L'ampiezza è naturale. Gli esterni allungano la difesa avversaria in modo costante e aprono il centro per le mezzali. Contro una squadra che chiude il centro con cinque, il 4-3-3 è il modulo che soffre meno.
  2. Controllo del centrocampo. Il terzetto detta il ritmo. Contro un 4-4-2 classico il 4-3-3 ha 3 contro 2 in mezzo per tutta la fase di costruzione.
  3. Il pressing alto si organizza da solo. Tre attaccanti e tre centrocampisti formano due blocchi da tre che chiudono le uscite corte del portiere. È la base del gegenpressing di Klopp e del pressing del Napoli di Sarri.
  4. Flessibilità senza cambi. Arretrando un esterno diventa 4-4-2; arretrando la punta diventa 4-3-1-2; alzando una mezzala diventa 4-2-3-1. La stessa rosa copre quattro moduli.

Difetti

  1. Le spalle dei terzini. Quando salgono entrambi, restano due centrali a coprire 60 metri di larghezza. Una ripartenza sulla fascia arriva prima di qualsiasi rientro.
  2. Il dispendio fisico. Esterni che pressano e mezzali che coprono tutto il campo arrivano al 70' senza gambe. Le squadre con la rosa corta calano nel finale.
  3. Dipende troppo dal regista. Se l'unico mediano viene marcato a uomo, l'uscita del pallone si blocca e i centrali sono costretti al lancio.
  4. Esterni che non rientrano. Un esterno che non torna trasforma il 4-3-3 in 4-3-1-2 senza palla, con il terzino avversario libero di crossare.

Come lo battono gli avversari

La strada più comune è la linea a cinque con ripartenze sulle fasce. Il 3-5-2 o il 5-3-2 mette due quinti ad attaccare proprio lo spazio che i terzini del 4-3-3 lasciano salendo, e tiene tre centrali per i tre attaccanti. È il motivo per cui in Serie A, il campionato con più difese a tre d'Europa, il 4-3-3 puro è meno diffuso che in Spagna o in Inghilterra.

La seconda via è marcare il regista con il trequartista. Annullato il Busquets o il Lobotka di turno, il 4-3-3 perde la prima linea di passaggio e diventa una squadra da lancio lungo. Simeone lo ha fatto per anni contro il Barcellona con l'Atlético, usando un 4-4-2 compatto in cui la seconda punta si incollava al regista.

La terza è semplicemente un blocco basso chiuso bene. Un 4-3-3 senza una punta che vinca i duelli aerei può fare 700 passaggi e non creare un'occasione pulita. L'Inter di Mourinho fece esattamente questo nella semifinale di Champions 2010 al Camp Nou contro il Barcellona di Guardiola: meno del 20% di possesso palla in tutta la partita e qualificazione alla finale.

Quando le squadre usano il 4-3-3

  • Con due esterni rapidi e un terzino che spinge. È il profilo più raro e più prezioso del calcio moderno.
  • Contro squadre che chiudono il centro. L'ampiezza degli esterni costringe l'avversario ad allargare il blocco.
  • Quando l'allenatore vuole pressare alto. Nessun altro modulo forma i triangoli di pressione con altrettanta naturalezza.
  • Nei finali di partita in vantaggio. Arretrando gli esterni diventa un 4-5-1 solido senza sostituzioni.

Due esempi reali

Barcellona di Guardiola, 2008-09. Valdés; Alves, Piqué, Puyol, Abidal; Busquets, Xavi, Iniesta; Messi, Eto'o, Henry. 87 punti in Liga, 105 gol segnati, Coppa del Re vinta 4-1 sull'Athletic Bilbao e Champions vinta 2-0 sul Manchester United a Roma. Il primo triplete del calcio spagnolo.

Napoli di Spalletti, 2022-23. Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Olivera (o Mário Rui); Anguissa, Lobotka, Zieliński; Politano (o Lozano), Osimhen, Kvaratskhelia. Scudetto con 90 punti e cinque giornate d'anticipo, 12 punti di vantaggio già al giro di boa, il margine più ampio dell'era dei tre punti. Osimhen capocannoniere con 26 gol, Kvaratskhelia 12 gol e miglior giocatore del campionato al primo anno in Italia. Il primo titolo del Napoli dai tempi di Maradona, 33 anni dopo.

Come riconoscerlo guardando la partita

  • Gli esterni stanno incollati alla linea laterale quando la squadra ha il pallone, anche senza riceverlo.
  • Un solo mediano davanti ai centrali in uscita; le altre due mezzali si presentano tra le linee avversarie.
  • I terzini sono all'altezza del centrocampo durante il possesso, spesso davanti al regista.
  • Alla perdita del pallone, tre giocatori pressano subito chi ha ricevuto, mentre il terzetto chiude le linee di passaggio alle spalle.

Vale la pena?

Il 4-3-3 non è il modulo più facile da montare né il più sicuro. È quello che premia di più una rosa completa. Le squadre con esterni veri e un regista che pensa in fretta ne ricavano un dominio che nessun altro schema offre. Quelle senza quei pezzi scoprono i difetti in una ventina di minuti.

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Domande frequenti

Che cos'è il modulo 4-3-3?

È lo schieramento con quattro difensori, tre centrocampisti e tre attaccanti: una punta centrale e due esterni larghi. A definirlo è il terzetto di centrocampo, quasi sempre 1 regista e 2 mezzali scaglionate, che forma triangoli di passaggio con i terzini. Dà ampiezza naturale senza lasciare il centro in inferiorità, per questo si sposa con le squadre che vogliono il pallone.

Quali squadre hanno vinto con il 4-3-3?

L'Ajax costruito da Rinus Michels vinse tre Coppe dei Campioni consecutive nel 1971, 1972 e 1973 con questi principi, le ultime due già con Ștefan Kovács in panchina. Il Barcellona di Guardiola fece il triplete nel 2008-09 giocandolo, con 87 punti in Liga. In Italia il Napoli di Spalletti vinse lo scudetto 2022-23 con 90 punti, 16 di vantaggio sulla seconda e Osimhen capocannoniere con 26 gol, e il Napoli di Sarri arrivò a 91 punti nel 2017-18 senza vincerlo.

Qual è il punto debole del 4-3-3?

Lo spazio alle spalle dei terzini. Poiché entrambi salgono per dare ampiezza quando gli esterni si accentrano, una ripartenza rapida arriva prima che rientrino e lascia 2 centrali contro 3 attaccanti. L'altro limite è fisico: gli esterni pressano e il terzetto copre tutto il centro, quindi il sistema cede negli ultimi 20 minuti se la rosa non regge il ritmo.

Che differenza c'è tra 4-3-3 e 4-2-3-1?

Dove gioca il terzo centrocampista. Nel 4-3-3 i tre stanno insieme e ci sono tre attaccanti; nel 4-2-3-1 uno di quegli attaccanti arretra a trequartista dietro un'unica punta e restano 2 mediani. Molte squadre alternano i due moduli nella stessa partita: 4-3-3 con il pallone, 4-2-3-1 senza.

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Modulo 4-3-3: Come Funziona, Pregi, Difetti e Come Si Batte