Modulo 4-4-2: Da Sacchi a Ranieri, il Sistema Che Continua a Vincere
Il 4-4-2 è il primo modulo che si impara al campetto e l'ultimo che un allenatore abbandona. Ogni dieci anni qualcuno lo dichiara superato, e ogni dieci anni qualcuno vince un campionato con lui. Qui trovi i compiti di ogni reparto, i due esempi che spiegano perché resiste e il buco che non è mai riuscito a chiudere.
Da dove arriva il 4-4-2
Le versioni sono due, ed entrambe sono degli anni Sessanta.
La prima è sovietica. Viktor Maslov prese la Dinamo Kiev nel 1964, arretrò le due ali sulla linea dei centrocampisti e chiese a tutta la squadra di pressare insieme davanti al pallone. Vinse tre campionati di fila, dal 1966 al 1968. La seconda è inglese: Alf Ramsey vinse il Mondiale 1966 con i "wingless wonders", una nazionale senza ali di ruolo che il mondo intero si mise a copiare.
Ma il 4-4-2 che conosciamo oggi è italiano, e ha un nome e cognome. Arrigo Sacchi arrivò al Milan nel 1987, in un campionato che difendeva ancora a uomo con il libero, e mise quattro difensori in linea a zona, con la squadra corta e il pressing organizzato in avanti. Vinse lo scudetto al primo anno e poi due Coppe dei Campioni consecutive: 4-0 alla Steaua Bucarest il 24 maggio 1989 al Camp Nou, con doppiette di Gullit e Van Basten, e 1-0 al Benfica l'anno dopo con gol di Rijkaard. Fabio Capello ereditò quella squadra e vinse lo scudetto 1991-92 senza perdere una partita, dentro una striscia di 58 gare senza sconfitte.
Dopo Sacchi, per vent'anni, in Italia "zona" e "4-4-2" sono stati quasi sinonimi.
Le due linee da quattro
Il disegno è il più semplice del calcio, ed è da lì che viene la sua forza.
- 4 difensori: due centrali e due terzini, che salgono uno alla volta.
- 2 centrocampisti centrali: un mediano che copre e un regista o una mezzala che accompagna l'azione.
- 2 esterni di centrocampo: ali con compiti difensivi, che chiudono la linea quando la palla è persa.
- 2 punte: una coppia vera, non due attaccanti messi vicini. Il loro rapporto conta più delle caratteristiche individuali.
Nessun giocatore resta solo in un 4-4-2 ben costruito. Ognuno ha un compagno in orizzontale e uno in diagonale, ed è per questo che resta il modulo più usato nei settori giovanili e nel calcio dilettantistico.
Come funziona, reparto per reparto
La difesa
La linea da quattro sale e scende insieme, sempre. È l'unica regola che Sacchi non permetteva di discutere, e il Milan di Baresi, Costacurta, Tassotti e Maldini la applicava fino a tenere la linea a metà campo. I terzini salgono uno per volta, perché dietro non c'è un terzo centrocampista a coprire il buco.
I due centrali di centrocampo
È il punto dove il 4-4-2 si decide.
Due uomini devono coprire la stessa zona che gli avversari coprono in tre. La soluzione classica è dividere il lavoro: uno resta, l'altro va. Rijkaard e Ancelotti nel Milan del 1989, Kanté e Drinkwater nel Leicester del 2016. Kanté in quella stagione era ovunque; Drinkwater stava fermo e lanciava. Quando i due hanno lo stesso profilo, la squadra o non recupera palla o non la gioca.
Gli esterni
Sono ali che rientrano, e il "rientrano" è la parte che decide le partite. Danno ampiezza in attacco e diventano il terzo e il quarto difensore in fase di non possesso. Donadoni nel Milan di Sacchi era questo: un'ala tecnica che però correva all'indietro quanto in avanti. Un esterno che non rientra trasforma il 4-4-2 in un 4-2-4 involontario, e a quel punto il centrocampo non esiste più.
Le due punte
Devono essere diverse. Lo schema classico vuole una punta di riferimento, che tiene palla spalle alla porta, e una che vive alle spalle dei difensori. Gullit e Van Basten erano un caso a parte, forti in tutto; Okazaki e Vardy nel Leicester sono l'esempio più pulito: il giapponese lavorava per la squadra, l'inglese attaccava la profondità. Due centravanti uguali si pestano i piedi.
Pregi
- Copre tutto il campo senza pensarci. Due linee da quattro occupano l'ampiezza in modo naturale, senza movimenti studiati. È il modulo più facile da allenare e il più difficile da disordinare.
- Due punte contro due centrali. Nessun altro modulo diffuso lo garantisce. Il difensore avversario non può uscire in anticipo senza lasciare il compagno in uno contro uno.
- Distanze corte. Ogni giocatore ha un compagno a pochi metri, e questo rende semplici le coperture e i raddoppi in fase difensiva.
- Ripartenza diretta. Con due uomini davanti, il primo pallone trova subito qualcuno che lo tiene e qualcuno che attacca lo spazio. Il Leicester segnava così, in tre passaggi.
Difetti
- Inferiorità in mezzo. Due contro tre è il conto che ha fatto perdere al 4-4-2 il suo posto nel calcio d'élite. Un avversario tra le linee resta sempre libero.
- Nessuno marca il trequartista. La linea di centrocampo è piatta, quindi il 10 avversario riceve esattamente nello spazio tra quella linea e la difesa. I due centrali devono scegliere tra uscire e restare, e nessuna delle due scelte è buona.
- Dipende dalla fatica degli esterni. Se le due ali non rientrano per novanta minuti, il sistema crolla. È il modulo che chiede più corsa senza palla sulle fasce.
- Prevedibile in costruzione. Senza un uomo tra le linee, l'uscita della palla è spesso terzino, esterno, cross. Una difesa ben messa sa aspettare.
Come si batte il 4-4-2
La mossa classica è il centrocampo a tre. In Serie A la fa il 3-5-2, che mette tre uomini in mezzo più due quinti sulle fasce: gli esterni del 4-4-2 sono costretti a scegliere se seguire il quinto o stringere al centro, e qualunque cosa scelgano lasciano un uomo libero. Guardiola ne ha fatto un metodo al Barcellona, con Busquets, Xavi e Iniesta contro due centrali avversari che non sapevano più chi seguire.
La seconda arma è il giocatore tra le linee. Un trequartista piazzato tra i due mediani e i difensori costringe uno dei due mediani ad abbandonare la posizione. Se esce, si apre il corridoio centrale; se resta, il 10 si gira. Non esiste una soluzione giusta, solo quella meno sbagliata.
La terza è attaccare alle spalle del terzino che sale. Senza un terzo centrocampista a coprire, un lancio diagonale nello spazio lasciato dal terzino costringe il centrale a uscire sulla fascia e svuota l'area. Il Leicester di Ranieri, da parte sua, aveva risolto il problema alla radice: i terzini non salivano quasi mai.
Quando conviene giocare il 4-4-2
- Quando hai due punte complementari, e non due attaccanti con lo stesso profilo.
- Quando vuoi difendere a blocco basso, perché è il modo più compatto di coprire l'ampiezza.
- Nel calcio giovanile e dilettantistico, dove il tempo di allenamento è poco e i compiti devono essere chiari.
- Contro squadre che giocano anche loro con due in mezzo, quando l'inferiorità numerica sparisce.
Due esempi veri
Milan di Arrigo Sacchi, 1988-89. Nella finale del 24 maggio 1989 al Camp Nou: Galli; Tassotti, Costacurta, Baresi, Maldini; Colombo, Rijkaard, Ancelotti, Donadoni; Gullit, Van Basten. Il 4-0 alla Steaua arrivò con due gol di Gullit (18' e 39') e due di Van Basten (28' e 46'), e riportò la Coppa dei Campioni a Milano vent'anni dopo l'ultima. Un anno più tardi, il 1-0 al Benfica firmato da Rijkaard fece del Milan l'ultima squadra a difendere il titolo fino al Real Madrid del 2017.
Leicester di Claudio Ranieri, 2015-16. Schmeichel; Simpson, Huth, Morgan, Fuchs; Mahrez, Drinkwater, Kanté, Albrighton; Okazaki, Vardy. Campione d'Inghilterra per la prima volta in 132 anni di storia, con 81 punti, 23 vittorie e appena 3 sconfitte, 10 punti davanti alla seconda. Ad agosto i bookmaker lo davano a 5000 a 1. Vardy segnò 24 gol in campionato. Ranieri tenne il 4-4-2 in 35 partite su 38 e fece solo 33 cambi di formazione in tutta la stagione: l'idea era che la squadra sapesse a memoria dove stare.
Come riconoscerlo guardando la partita
- Due file orizzontali ben visibili quando la squadra non ha la palla, con quattro giocatori per fila.
- Due attaccanti sulla linea dell'ultimo difensore, uno accanto all'altro e non uno dietro l'altro.
- Gli esterni corrono all'indietro fino all'altezza del terzino ogni volta che si perde palla.
- Sale un solo terzino alla volta; l'altro stringe e forma una difesa a tre provvisoria.
Il modulo che non vuole uscire di scena
Il 4-4-2 ha perso la discussione tattica di questi anni e ha continuato a vincere partite. Il problema del centrocampo non lo risolve e non l'ha mai risolto. Però regala due cose che nessun modulo moderno regala: due attaccanti in area e undici giocatori che sanno esattamente dove mettersi. In una squadra di amatori che si allena una volta a settimana, vale più della superiorità numerica in una zona di campo che tanto nessuno controllerà.
Se giochi a sette o a otto il ragionamento è lo stesso con meno uomini, e lo trovi negli schemi per il calcio a 7. Per disegnare il tuo 4-4-2 c'è Quick Lineup; il confronto con gli altri sistemi è nella guida ai moduli di calcio.


