Modulo 5-4-1: La Grecia del 2004, il Costa Rica del 2014 e la Difesa più Bassa del Calcio
Il 5-4-1 è il modulo di chi sa di essere più debole. Non lo nasconde: mette nove uomini dietro la palla, lascia un attaccante solo davanti e rende la partita scomoda per chiunque. Qui trovi i compiti di quinti e centrali, le due nazionali che lo hanno usato per fare la storia e il modo in cui lo si scardina.
Da dove arriva il 5-4-1
È il pronipote del catenaccio, ma con un'altra testa.
Il catenaccio italiano degli anni Sessanta aveva il libero dietro una linea di marcatori, e spesso finiva per difendere con cinque uomini. Il 5-4-1 moderno viene però dalla difesa a tre: quando una squadra in 3-4-3 perde palla, i quinti scendono sulla linea dei centrali e i due attaccanti esterni si mettono accanto ai centrocampisti. Il disegno che ne esce, cinque più quattro più uno, è diventato il rifugio di chiunque debba affrontare un avversario più forte.
La Grecia di Otto Rehhagel a Euro 2004 non giocava sempre con cinque dietro, ma aveva la stessa idea di fondo: un uomo in più in difesa, sempre. Dieci anni dopo il Costa Rica di Jorge Luis Pinto portò il 5-4-1 puro al Mondiale brasiliano, e vinse il girone più difficile del torneo.
Le linee del 5-4-1
- 3 difensori centrali: uno al centro che copre e due laterali che escono in marcatura.
- 2 quinti: esterni che in questo modulo sono soprattutto terzini, e salgono solo in ripartenza.
- 2 centrocampisti centrali: chiudono il centro davanti alla difesa.
- 2 esterni di centrocampo: ali abbassate, che coprono le fasce davanti ai quinti.
- 1 centravanti: da solo, a tenere palla e far salire la squadra.
Il blocco è pensato per non lasciare spazio in nessuna zona: cinque uomini sulla linea difensiva coprono tutta l'ampiezza dell'area, quattro davanti a loro chiudono la trequarti. Tra le due linee restano pochi metri, e davanti alla porta c'è sempre un difensore in più.
Come funziona, reparto per reparto
I tre centrali
Con due quinti accanto, i centrali possono uscire in anticipo sull'attaccante sapendo che dietro resta qualcuno. È lo stesso principio del libero di una volta, spalmato su tre uomini. Nella Grecia del 2004 era ancora un libero vero: Traianos Dellas non marcava nessuno e copriva gli errori dei compagni, mentre Kapsis e Seitaridis seguivano a uomo gli attaccanti avversari. Contro la Francia, Seitaridis marcò Henry per tutta la partita.
I quinti
Nel 5-4-1 sono più terzini che esterni.
Salgono solo quando la squadra riparte, e anche allora con prudenza. Il loro lavoro principale è chiudere la fascia insieme all'esterno di centrocampo: due uomini contro l'ala avversaria. È il motivo per cui contro il 5-4-1 i cross dal fondo sono rari: sulla fascia non si passa facilmente.
I due centrali di centrocampo
Chiudono lo spazio davanti alla difesa e danno il primo passaggio in uscita. Non devono inventare nulla. Devono essere al posto giusto quando l'avversario cerca il passaggio filtrante, e vincere i contrasti sulle seconde palle.
Gli esterni di centrocampo
Sono ali che hanno accettato di difendere. Coprono la fascia davanti ai quinti e, quando la squadra recupera palla, sono i primi ad accompagnare la punta. Da loro dipende se il 5-4-1 riesce a ripartire o resta chiuso nella propria metà campo per novanta minuti.
Il centravanti
Il giocatore più solo del campo. Deve tenere palla contro tre difensori, guadagnare falli, vincere i palloni alti. Nella Grecia del 2004 Angelos Charisteas fece anche di più: segnò di testa sia il gol dei quarti contro la Francia sia quello della finale.
Pregi
- Area quasi impenetrabile. Cinque difensori sulla linea vogliono dire superiorità su ogni cross e un uomo sempre libero in copertura.
- Fasce chiuse. Quinto più esterno di centrocampo: due uomini contro ogni ala avversaria. Il gioco sulle fasce, di solito l'arma contro le difese chiuse, non funziona.
- Nessuno spazio tra le linee. Quattro centrocampisti a pochi metri dalla difesa lasciano ai trequartisti avversari pochissimo campo per girarsi.
- Ideale per le partite secche. Contro una squadra più forte, in una gara dove un pareggio o un 1-0 bastano, il 5-4-1 riduce al minimo le occasioni dell'avversario e affida il resto a una palla inattiva o a una ripartenza.
Difetti
- Attacco quasi inesistente. Un solo uomo avanti, a quaranta metri dal compagno più vicino. Ogni ripartenza parte in ritardo.
- Non sa rimontare. Se va sotto, il 5-4-1 non ha gli strumenti per cambiare la partita senza cambiare modulo.
- Concede il pallone. L'avversario ha il possesso per novanta minuti. Basta un errore, una deviazione, un rigore, e il piano salta.
- Chiede una concentrazione enorme. Difendere basso per un'ora e mezza stanca più la testa che le gambe. Negli ultimi minuti gli errori aumentano.
Come si batte il 5-4-1
La prima arma è la pazienza con la palla. Il 5-4-1 vuole che l'avversario forzi. Far girare il pallone da una parte all'altra con velocità, aspettando che una delle due linee si sposti troppo, è il modo più affidabile per trovare il varco senza scoprirsi.
La seconda è il tiro dalla distanza e le seconde palle. Contro un blocco così basso, lo spazio non è in area ma al limite. Centrocampisti che calciano da fuori e che arrivano per primi sulle respinte costringono il blocco a uscire, e quando esce si aprono i buchi.
La terza è le palle inattive. È il paradosso del 5-4-1: la squadra che difende con più uomini concede di solito tantissimi calci d'angolo. Un avversario forte di testa può trasformare quella pressione in gol. Lo sa bene chi il 5-4-1 lo gioca: la Grecia del 2004 vinse la finale proprio su calcio d'angolo.
Quando conviene giocare il 5-4-1
- Contro un avversario nettamente più forte, soprattutto in una gara secca.
- Per difendere un vantaggio negli ultimi venti minuti.
- Quando hai una punta forte fisicamente che sa tenere palla da sola.
- Quando la squadra ha poco possesso naturale e rende di più senza palla.
Due esempi veri
Costa Rica di Jorge Luis Pinto, Mondiale 2014. Nel "girone della morte" con Uruguay, Italia e Inghilterra, il Costa Rica con il 5-4-1 batté l'Uruguay 3-1, l'Italia 1-0 e pareggiò 0-0 con l'Inghilterra, chiudendo primo. Agli ottavi eliminò la Grecia ai rigori, con una parata di Keylor Navas su Gekas, e ai quarti uscì solo ai rigori contro l'Olanda dopo lo 0-0. In cinque partite subì due gol e non perse mai nei tempi regolamentari o supplementari.
Grecia di Otto Rehhagel, Euro 2004. Data a 150 contro 1 alla vigilia, la Grecia non aveva mai vinto una partita in una fase finale. Rehhagel cambiava disegno in base all'avversario, con una sola costante: un uomo in più dietro, il libero Dellas. Esordì battendo il Portogallo padrone di casa 2-1, passò il girone e poi vinse tre partite di fila per 1-0: la Francia campione in carica ai quarti, con un colpo di testa di Charisteas; la Repubblica Ceca in semifinale, con il silver goal di Dellas; e di nuovo il Portogallo in finale, il 4 luglio 2004 a Lisbona, con un altro colpo di testa di Charisteas su calcio d'angolo al 57'. In sei partite subì quattro gol, nessuno nella fase a eliminazione diretta.
Come riconoscerlo guardando la partita
- Cinque giocatori sulla linea della propria area quando la squadra difende.
- Quattro centrocampisti a pochi metri davanti a loro, che si spostano in blocco verso la palla.
- Un solo attaccante oltre la metà campo, spesso con nessun compagno a trenta metri.
- Tantissimi calci d'angolo concessi, perché l'avversario non trova altre soluzioni che il cross.
Il modulo di chi ha deciso di soffrire
Il 5-4-1 non piace a nessuno da guardare, nemmeno a chi lo gioca. Però ha una qualità che nessun altro modulo ha allo stesso modo: rende la partita uguale per tutti, perché riduce il numero di occasioni da una parte e dall'altra. Per la squadra più debole è l'unico modo di trasformare una partita persa in una partita aperta. La Grecia ci ha vinto un Europeo, il Costa Rica ci ha battuto l'Italia.
Se la prossima partita è contro la prima in classifica, prepara il blocco su Quick Lineup e confrontalo con il 5-3-2, che tiene due punte per ripartire.


