Modulo 5-3-2: La BBC, l'Italia di Conte e Perché la Difesa a Cinque Non È Catenaccio

Schema tattico del modulo 5-3-2 su un campo da calcio

Il 5-3-2 ha una cattiva reputazione, e in Italia più che altrove. Basta dire "difesa a cinque" e qualcuno risponde "catenaccio". Eppure il modulo con cui la Juventus ha chiuso un campionato intero senza perdere, e con cui l'Italia ha eliminato la Spagna campione d'Europa, aveva cinque uomini dietro solo quando serviva. Qui trovi i compiti dei quinti e dei centrali, le due squadre che lo hanno usato meglio e come lo si scardina.

Da dove arriva il 5-3-2

La difesa a cinque è vecchia quanto il libero.

Nel catenaccio degli anni Sessanta e Settanta il libero giocava alle spalle di una linea di marcatori, e la squadra finiva spesso per difendere con cinque uomini in fondo. Il 5-3-2 moderno, però, discende da un'altra idea: la difesa a tre che Carlos Bilardo portò al Mondiale del 1986 con l'Argentina. Quando i quinti di quel sistema arretrano, il 3-5-2 diventa un 5-3-2. Oggi è lo stesso: una struttura, due atteggiamenti.

In Italia la rinascita ha una data precisa. Il 29 novembre 2011, a Napoli, Antonio Conte schierò per la prima volta Barzagli, Bonucci e Chiellini insieme in una difesa a tre, in un 3-3 pazzo al San Paolo. Era nata la BBC. Da lì Conte alternò la difesa a tre con il 4-3-3, e a fine stagione la Juventus era campione d'Italia senza aver perso una partita.

Le linee del 5-3-2

  • 3 difensori centrali: uno al centro che guida la linea e due laterali che escono sull'attaccante che si allarga.
  • 2 quinti: terzini in difesa, esterni di centrocampo in attacco. Nel 5-3-2 stanno più bassi che nel 3-5-2.
  • 3 centrocampisti: un regista o un mediano davanti alla difesa e due mezzali che coprono tutta la larghezza.
  • 2 punte: una coppia che tiene palla e fa ripartire la squadra.

Il disegno è fatto per proteggere la zona che conta di più: l'area e il suo limite. Con cinque uomini sulla linea nessuno è in inferiorità sui cross, e il centrocampista centrale chiude lo spazio davanti ai difensori.

Come funziona, reparto per reparto

I tre centrali

Con due quinti accanto, i centrali del 5-3-2 possono uscire in anticipo senza paura, perché dietro resta sempre qualcuno. Il laterale va sull'attaccante che si abbassa o si allarga, il centrale copre. La BBC era il modello perfetto: Barzagli leggeva, Chiellini aggrediva, Bonucci al centro impostava con lanci lunghi che saltavano il centrocampo avversario.

I quinti

Il ruolo che decide se il 5-3-2 è catenaccio o no.

Se i quinti restano incollati alla linea dei centrali, la squadra ha cinque difensori e nessuno sulle fasce in attacco. Se salgono quando la squadra ha palla, il 5-3-2 si trasforma in 3-5-2 e l'attacco ha sette uomini. Nella Juve di Conte Lichtsteiner faceva esattamente questo sulla destra: terzino in fase difensiva, praticamente un'ala con la palla.

I tre di centrocampo

Il vertice basso resta, le due mezzali corrono da una fascia all'altra. È la parte più faticosa del modulo: con i quinti bassi, tre uomini devono coprire da soli tutta l'ampiezza. La Juve del 2011-12 aveva il centrocampo più completo della Serie A, con Pirlo regista e Vidal e Marchisio mezzali, tutti e tre capaci anche di segnare.

Le due punte

Nel 5-3-2 gli attaccanti sono l'uscita della palla. Uno tiene spalle alla porta e aspetta i centrocampisti, l'altro attacca lo spazio. All'Europeo del 2016 Pellè ed Éder facevano questo lavoro per l'Italia: nessuno dei due era una stella, entrambi erano perfetti per quel ruolo.

Pregi

  1. Area quasi inespugnabile. Cinque difensori contro due o tre attaccanti vogliono dire superiorità su ogni cross e sempre un uomo libero in copertura.
  2. Due vie per ripartire. Le punte ricevono il primo passaggio e i quinti salgono sulle fasce. La ripartenza parte con quattro uomini senza scoprire il centro.
  3. Cambia atteggiamento senza cambi. Gli stessi undici difendono in 5-3-2 e attaccano in 3-5-2. All'allenatore basta chiedere ai quinti di salire o di restare.
  4. Il modulo migliore per difendere un risultato. In vantaggio, la squadra abbassa i quinti e chiude l'area con otto uomini senza toccare la formazione.

Difetti

  1. Punte isolate. Se i quinti non salgono, i due davanti giocano due contro quattro e ogni pallone lungo torna indietro.
  2. Centrocampo largo da coprire. Tre uomini per tutta l'ampiezza del campo. Un avversario che cambia gioco in due passaggi li costringe sempre a rincorrere.
  3. Palla agli altri. Con il blocco basso, la squadra avversaria ha il possesso e il tempo per trovare lo spazio. In novanta minuti di pressione, un errore di marcazione spesso basta.
  4. Serve un quinto completo. Un quinto che difende soltanto toglie l'attacco; uno che attacca soltanto trasforma la difesa a cinque in una difesa a quattro con un buco.

Come si batte il 5-3-2

Il modo più efficace è cambiare gioco velocemente. I tre centrocampisti del 5-3-2 coprono tutta la larghezza; un cambio di fronte in due passaggi li obbliga a correre 40 metri in orizzontale, e dopo qualche minuto lo spazio tra loro si apre. Un trequartista che riceve al limite dell'area, tra il regista e la mezzala del lato debole, è quello che il 5-3-2 teme di più.

La seconda strada è bloccare i quinti con due ali alte. Se l'avversario tiene due esterni larghissimi, i quinti non possono salire senza lasciare l'ala da sola. La squadra resta schiacciata in cinque dietro, e le due punte restano isolate.

La terza è avere pazienza e giocare il cross basso all'indietro. Contro una linea da cinque, il cross alto trova sempre un difensore in più. Quello che funziona è la palla rasoterra all'indietro, verso il dischetto del rigore, dove la linea è già scappata verso la porta e i centrocampisti non sono ancora arrivati.

Quando conviene giocare il 5-3-2

  • Per difendere un vantaggio, abbassando i quinti nei minuti finali.
  • Contro squadre tecnicamente superiori, che avranno comunque il pallone.
  • Quando hai una coppia di punte forte, capace di tenere palla da sola.
  • Contro chi attacca soprattutto con i cross, perché l'area è piena di difensori.

Due esempi veri

Juventus di Antonio Conte, 2011-12. Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio e un esterno a sinistra; Matri e Vučinić davanti. Campione d'Italia senza sconfitte: 23 vittorie e 15 pareggi, 84 punti, 68 gol fatti e 20 subiti, quattro punti davanti al Milan. È stata la prima squadra a chiudere imbattuta un campionato di Serie A a 38 giornate. Matri fu il capocannoniere della squadra in campionato con 10 gol. L'unica sconfitta stagionale arrivò nella finale di Coppa Italia, 2-0 contro il Napoli.

Italia di Antonio Conte, Euro 2016. Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; quinti sulle fasce, De Rossi e Parolo in mezzo con Giaccherini; Pellè ed Éder davanti. Una nazionale che nessuno considerava favorita esordì battendo il Belgio 2-0 a Lione, con i gol di Giaccherini e Pellè. Agli ottavi, allo Stade de France, eliminò la Spagna campione in carica sempre 2-0: Chiellini nel primo tempo, Pellè nel recupero su cross di Darmian. Uscì ai quarti contro la Germania, 1-1 e 6-5 ai rigori, e Conte lasciò la Nazionale dicendo che l'unico rimpianto erano quei rigori. La formazione dell'Italia ha la rosa azzurra di oggi già caricata, se vuoi rimettere in piedi la difesa a tre di Conte con i nomi attuali.

Come riconoscerlo guardando la partita

  • Cinque giocatori sulla stessa linea in fase difensiva, con i quinti all'altezza dei centrali.
  • Tre centrocampisti molto vicini, che scivolano insieme verso il lato della palla.
  • Due punte sempre vicine, pronte a ricevere il primo pallone dopo il recupero.
  • Con la palla due uomini salgono sulle fasce e la linea a cinque diventa una linea a tre.

Catenaccio è un'altra cosa

Il 5-3-2 è catenaccio solo quando i quinti restano bloccati dietro. Quando salgono, è un modulo di ripartenza con cinque uomini in attacco e una grande sicurezza alle spalle, ed è così che la Juve del 2012 e l'Italia del 2016 hanno vinto partite che sulla carta non erano loro. Il numero davanti al modulo dice quanti difendono, non quanti attaccano.

Per vedere come cambia la tua squadra con tre centrali, schierala su Quick Lineup e confrontala con il 3-5-2, che è lo stesso disegno con i quinti più alti.

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Domande frequenti

Che cos'è il modulo 5-3-2?

È lo schieramento con 5 difensori, 3 centrocampisti e 2 attaccanti. La linea a cinque è fatta di tre centrali e due quinti, che passano più tempo all'altezza della difesa che in attacco. In mezzo tre uomini chiudono il centro, davanti una coppia di punte tiene palla e riparte. Con il pallone i quinti salgono e il disegno diventa un 3-5-2.

Il 5-3-2 è un modulo difensivo?

Difende con molti uomini, ma non è per forza catenaccio. L'Italia di Antonio Conte a Euro 2016 partiva dalla stessa difesa a tre e agli ottavi eliminò la Spagna, allora campione d'Europa in carica, per 2-0, facendo la partita per lunghi tratti. Quello che decide è l'altezza dei quinti, non il numero dei difensori.

Qual è il punto debole del 5-3-2?

Le punte isolate e la larghezza del centrocampo. Con 5 difensori e 3 centrocampisti dietro la palla, i 2 attaccanti ripartono spesso in due contro quattro. In mezzo, tre uomini devono coprire tutta l'ampiezza del campo, e una squadra che cambia gioco rapidamente li mette in affanno.

Che differenza c'è tra 5-3-2 e 3-5-2?

Sono gli stessi undici con i quinti ad altezze diverse. Quando i quinti stanno in linea con i centrali si parla di 5-3-2, quando stanno in linea con i centrocampisti di 3-5-2. La Juventus di Conte del 2011-12 passava dall'uno all'altro nella stessa partita, senza cambi.

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Modulo 5-3-2: La BBC, l'Italia di Conte e Perché la Difesa a Cinque Non È Catenaccio