Modulo 4-5-1: Il Chelsea di Mourinho, la Notte di Monaco e l'Arte di Difendere in Cinque
Il 4-5-1 quasi nessuno lo scrive sulla lavagna prima della partita. È il modulo in cui una squadra si trasforma quando perde il pallone: gli esterni corrono all'indietro, si mettono in linea con i centrocampisti e davanti resta un uomo solo. Qui trovi i compiti dei cinque in mezzo, le due squadre che ne hanno fatto un'arma e il modo in cui lo si scardina.
Da dove arriva il 4-5-1
Più che un'invenzione, è una fase di gioco.
Il 4-5-1 esiste da quando esistono le ali che difendono. Un 4-3-3 o un 4-2-3-1 che abbassano gli esterni diventano un 4-5-1; un 4-4-1-1 in cui la seconda punta scende sulla linea dei centrocampisti diventa un 4-5-1. Per questo, se si guardano le formazioni ufficiali, il modulo compare poco. Se si guarda la squadra quando difende, compare ovunque.
A dargli un nome proprio è stato José Mourinho. Al Chelsea del 2004-05 partì con il rombo, passò presto al 4-3-3, e chiese a Robben e Duff di tornare sulla linea di Lampard e Makélélé ogni volta che la palla era persa. Il risultato fu il campionato con meno gol subiti nella storia della Premier League: quindici.
Le linee del 4-5-1
- 4 difensori: due centrali e due terzini, che raramente salgono insieme.
- 1 mediano: il vertice basso, davanti ai centrali, che chiude lo spazio tra le linee.
- 2 mezzali: coprono il centro e si inseriscono quando la squadra riparte.
- 2 esterni: ali in attacco, centrocampisti in difesa, sulla linea delle mezzali.
- 1 centravanti: da solo davanti, a tenere palla e far salire la squadra.
Senza palla il 4-5-1 mette nove uomini dietro la linea del pallone, in due blocchi da quattro e cinque molto vicini. Con la palla gli esterni si alzano e il disegno torna a essere un 4-3-3, o un 4-2-3-1 se una mezzala si porta alle spalle della punta.
Come funziona, reparto per reparto
La difesa
Quattro uomini protetti da cinque centrocampisti: i centrali del 4-5-1 vedono raramente un avversario ricevere al limite dell'area. I terzini restano bassi, perché gli esterni davanti a loro coprono già la fascia. Il Chelsea del 2004-05, con Terry e Carvalho al centro, chiuse la stagione con 25 partite senza subire gol.
Il mediano
Il punto fermo.
Nel 4-5-1 il mediano ha un compito più semplice che nel 4-3-3, perché ha quattro compagni sulla sua stessa linea o subito davanti. Deve chiudere lo spazio tra i centrocampisti e la difesa e dare il primo passaggio. Makélélé in quel Chelsea faceva questo e basta, così bene che in Inghilterra il ruolo prese il suo nome.
Le mezzali
Coprono il centro e sono la prima fonte di gol dalle retrovie. Frank Lampard nel 2004-05 segnò 13 gol in campionato e fu il miglior assistman della Premier League, con 18 passaggi decisivi: tutto partendo da mezzala in un modulo che difendeva in cinque.
Gli esterni
Il ruolo che definisce il 4-5-1. In attacco sono ali, in difesa sono centrocampisti di fascia. Robben e Duff nel Chelsea di Mourinho erano due dribblatori puri, e con Mourinho impararono a rientrare per tutta la stagione.
Il centravanti
Il giocatore più solo del campo. Deve tenere palla contro due centrali, aspettare che i centrocampisti salgano e, quando serve, vincere il duello aereo sui lanci lunghi. Didier Drogba era perfetto per questo, ed è lui il filo che lega i due esempi di questo articolo.
Pregi
- Nove uomini dietro la palla. Il 4-5-1 è uno dei moduli più difficili da attraversare centralmente. Tra le linee non c'è spazio, sulle fasce ci sono due uomini per lato.
- Superiorità a centrocampo. Cinque contro tre o quattro: il possesso avversario viene spinto sempre verso le fasce, dove è meno pericoloso.
- Diventa offensivo con due corse. Basta che gli esterni si alzino per trasformare il 4-5-1 in un 4-3-3. La squadra non deve cambiare uomini per cambiare atteggiamento.
- Ideale contro chi è più forte. Contro una squadra di possesso, il 4-5-1 toglie gli spazi tra le linee e costringe l'avversario al cross, che è quasi sempre la soluzione meno efficace.
Difetti
- Punta isolata. Con nove uomini dietro, il centravanti riparte sempre in inferiorità. Senza una punta che tiene palla, la squadra non esce dalla sua metà campo.
- Pochi uomini in area. Quando la squadra attacca, in area arrivano al massimo la punta e un esterno. Contro difese chiuse, il 4-5-1 fatica a segnare.
- Esterni stremati. Correre da ala e da centrocampista di fascia per novanta minuti consuma. Senza cambi all'altezza, l'ultima mezz'ora è dura.
- Rischio di assedio. Se la squadra non riesce a ripartire, il blocco si abbassa minuto dopo minuto fino a difendere dentro l'area. Da lì, basta un rimpallo.
Come si batte il 4-5-1
La prima arma è la pazienza con la palla. Il 4-5-1 vuole che l'avversario forzi la giocata centrale per poter ripartire. Far girare il pallone da una fascia all'altra, in attesa che una delle due linee si allunghi, è il modo per aprire un varco senza concedere il contropiede.
La seconda è attaccare con i terzini alle spalle degli esterni. Gli esterni del 4-5-1 devono coprire il terzino avversario; se il terzino sale e l'ala avversaria stringe dentro, l'esterno deve scegliere chi seguire. Chiunque lasci, quello riceve libero.
La terza è neutralizzare la punta. Se il centravanti del 4-5-1 non riesce a tenere nemmeno un pallone, la squadra non ha più vie d'uscita. Un difensore forte fisicamente in marcatura stretta, più un mediano pronto a raddoppiare, trasformano il 4-5-1 in una squadra che difende e basta. È quello che il Bayern cercò di fare a Monaco nel 2012, e ci riuscì fino all'88'.
Quando conviene giocare il 4-5-1
- Contro un avversario più forte, che avrà il pallone per gran parte della partita.
- Quando hai un centravanti che tiene palla da solo, perché sarà l'unica via d'uscita.
- Quando hai esterni generosi, disposti a correre all'indietro quanto in avanti.
- Per proteggere un vantaggio, abbassando gli esterni nel finale.
Due esempi veri
Chelsea di José Mourinho, 2004-05. Un 4-3-3 con la palla e un 4-5-1 senza: Makélélé davanti alla difesa, Lampard e un'altra mezzala ai lati, Robben e Duff sulle fasce, Drogba o Gudjohnsen davanti, Terry e Carvalho al centro della difesa. Campione d'Inghilterra con 95 punti, record del tempo, e appena 15 gol subiti, di cui sei in casa. Le 25 partite senza subire gol di quella stagione non sono ancora state superate da nessuna squadra di Premier League. Lampard segnò 13 gol e fu il miglior assistman del campionato con 18.
Chelsea di Roberto Di Matteo, 2011-12. Sulla carta nella finale di Champions del 19 maggio 2012 a Monaco era un 4-2-3-1: Čech; Bosingwa, David Luiz, Cahill, Cole; Mikel, Lampard; Kalou, Mata, Bertrand; Drogba. In campo, per quasi tutta la partita, fu un 4-5-1 schiacciato davanti all'area. Il Bayern tirò 43 volte contro 9, batté 20 calci d'angolo contro uno solo. Müller segnò all'83', Drogba pareggiò di testa all'88' proprio sull'unico corner del Chelsea, e Drogba stesso segnò l'ultimo rigore del 4-3. Meno di un mese prima, al Camp Nou, la stessa squadra aveva eliminato il Barcellona difendendo in dieci per tutto il secondo tempo.
Come riconoscerlo guardando la partita
- Cinque giocatori sulla stessa linea a centrocampo quando la squadra non ha palla, con le ali accanto alle mezzali.
- Un solo attaccante a metà campo avversaria, spesso senza nessun compagno a venti metri.
- Il blocco si sposta tutto insieme verso la fascia dove c'è la palla.
- In ripartenza le ali partono da molto basso, quasi dalla propria trequarti.
Difendere non è una colpa
Il 4-5-1 ha la reputazione di modulo per chi non vuole giocare. È una lettura sbagliata. È il modulo per chi sa che l'avversario è più forte e decide di togliergli l'unica cosa che conta, lo spazio. Il Chelsea di Mourinho ci vinse un campionato con la difesa migliore della storia della Premier, quello di Di Matteo una Champions in cui era sfavorito in ogni turno.
Se la prossima partita è contro la prima in classifica, prepara il blocco su Quick Lineup e confrontalo con il 4-1-4-1, che difende con lo stesso numero di uomini ma con un mediano più isolato.


