Modulo 4-1-4-1: Il Mediano Solo, il Bayern di Guardiola e il Brasile di Tite
Nel 4-1-4-1 c'è un giocatore che non può sbagliare. Sta davanti alla difesa, da solo, e tutto il resto della squadra è disegnato intorno a lui. Qui trovi i compiti del vertice basso e degli altri nove, le due squadre che hanno mostrato il modulo al suo meglio e la partita che ne ha mostrato il limite.
Da dove arriva il 4-1-4-1
Non ha un inventore. È un 4-3-3 che ha imparato a difendersi.
Negli anni Duemila molti allenatori si accorsero che il 4-3-3 con un regista e due mezzali soffriva quando gli esterni restavano alti a palla persa. La correzione fu chiedere agli esterni di abbassarsi fino alla linea delle mezzali. Il disegno che compare in quel momento, un mediano isolato e quattro uomini in linea davanti a lui, si è preso un nome tutto suo.
Chi lo ha portato più in alto è Pep Guardiola. Al primo anno al Bayern, nel 2013-14, spostò Philipp Lahm, uno dei migliori terzini del mondo, a fare il mediano davanti alla difesa. L'idea sembrava un capriccio. Il 25 marzo 2014 il Bayern era già campione di Germania, con sette giornate d'anticipo.
Le linee del 4-1-4-1
- 4 difensori: due centrali e due terzini, protetti dal mediano.
- 1 mediano: il vertice basso, fisso, che raramente supera il cerchio di centrocampo.
- 4 centrocampisti: due mezzali che si inseriscono e due esterni che rientrano.
- 1 centravanti: solo davanti, a tenere palla finché le mezzali non arrivano.
La compattezza è l'argomento principale. Senza palla la squadra forma due linee da quattro vicinissime, con il mediano in mezzo a chiudere proprio lo spazio dove il trequartista avversario vorrebbe ricevere. Con la palla le mezzali salgono, gli esterni si allargano e il disegno diventa un 4-3-3.
Come funziona, reparto per reparto
La difesa
I centrali del 4-1-4-1 raramente vengono attaccati per vie centrali, perché il mediano è sempre lì. I terzini possono spingere, ma uno alla volta: se salgono entrambi mentre gli esterni stringono, il mediano si ritrova a coprire tre zone da solo.
Il mediano
È il ruolo che decide il modulo.
Marca lo spazio tra le linee, dà il primo passaggio in uscita e copre il terzino che si è alzato. Deve leggere l'azione un secondo prima, perché accanto non ha un secondo mediano che rimedi all'errore. Esistono due scuole. Quella classica vuole un incontrista con buon passaggio corto, come Casemiro nel Brasile di Tite. Quella di Guardiola vuole un regista che difende con la posizione: Lahm era alto un metro e settanta, e nessuno lo ha mai scelto per i contrasti.
Le mezzali
Danno senso al sistema. Arrivano in area come attaccanti e tornano come mediani, collegando il vertice basso alla punta. Nel Brasile di Tite il modello era Paulinho, che il 23 marzo 2017 a Montevideo segnò tre gol all'Uruguay nel 4-1 della Seleção, tutti da inserimento.
Gli esterni
Attaccano sulla fascia e difendono sulla linea delle mezzali. È quello che separa il 4-1-4-1 dal 4-3-3: qui l'esterno deve rientrare fino all'altezza del mediano avversario. Robben e Ribéry nel Bayern di Guardiola, Neymar e Coutinho nel Brasile: nessuno di loro era un'ala difensiva, e tutti hanno dovuto imparare a farlo.
Il centravanti
Solo, deve fare da boa. Tiene palla spalle alla porta, aspetta le mezzali e solo dopo cerca il gol. Una punta che vive di profondità, in questo modulo, rimane isolata per lunghi tratti: le mezzali arrivano, ma non subito.
Pregi
- Chiude lo spazio tra le linee. Il mediano sta esattamente dove il 10 avversario vorrebbe ricevere. Contro squadre che dipendono da un rifinitore, il modulo toglie loro l'arma principale.
- Due linee compatte senza palla. Quattro difensori e quattro centrocampisti coprono tutta l'ampiezza, con pochissimo spazio in mezzo. Pochi moduli difendono così bene a blocco medio.
- Inserimenti dalle retrovie. Con due mezzali libere di attaccare l'area, la squadra ha sempre qualcuno che arriva da dietro, e una difesa a zona fatica a leggerlo.
- Diventa 4-3-3 senza cambi. Lo stesso undici difende in 4-1-4-1 e attacca in 4-3-3; basta che gli esterni salgano.
Difetti
- Un mediano contro due. Se l'avversario piazza due uomini ai lati del vertice basso, lui non può seguirli entrambi. Uno riceve sempre libero al limite dell'area.
- Punta isolata. Quando le mezzali non salgono in fretta, il centravanti resta da solo contro due centrali e perde palla prima che arrivi qualcuno.
- Fatica degli esterni. Un esterno che non rientra trasforma la linea da quattro in una linea da due, e il mediano deve coprire mezzo campo.
- Ripartenze alle spalle delle mezzali. Quando entrambe salgono, davanti alla difesa resta un uomo solo. Un recupero palla avversario trova la squadra con sei giocatori oltre la linea della palla.
Come si batte il 4-1-4-1
L'esempio da manuale è una semifinale di Champions. Nel 2013-14 il Bayern di Guardiola, già campione di Germania a marzo, affrontò il Real Madrid di Ancelotti: perse 1-0 al Bernabéu con gol di Benzema e 4-0 all'Allianz Arena il 29 aprile 2014. Con le mezzali bavaresi alte, Ronaldo, Benzema, Bale e Di María ripartivano in velocità contro una difesa protetta da un solo uomo. Sergio Ramos segnò due gol di testa al 16' e al 20', e la qualificazione finì 5-0. La lezione è diventata un principio: contro il 4-1-4-1 si difende basso e si riparte in quattro.
La seconda strada è mettere due uomini ai fianchi del mediano. Un 4-2-3-1 con il trequartista e un esterno che stringe, o un rombo con due mezzepunte, costringono il vertice basso a scegliere. Mentre sceglie, l'altro si gira.
La terza è pressare il mediano in impostazione. Tutta la costruzione passa da lui, quindi schermarlo con la punta obbliga il 4-1-4-1 a uscire dai centrali o a lanciare lungo. Togliere il vertice basso dalla partita vuol dire togliere la spina dorsale al sistema.
Quando conviene giocare il 4-1-4-1
- Quando hai un mediano di altissimo livello, capace di coprire da solo tutta la zona centrale.
- Contro squadre che vivono del loro trequartista, perché il mediano gli sta addosso per posizione.
- Quando le mezzali hanno gol nelle gambe, per compensare la punta isolata.
- Quando vuoi difendere a blocco medio senza rinunciare agli esterni per la ripartenza.
Due esempi veri
Bayern di Pep Guardiola, 2013-14. Lahm mediano, Kroos tra le mezzali, Robben e Ribéry sulle fasce, Mandžukić davanti. Campione di Germania il 25 marzo 2014, alla 27ª giornata, con il 3-1 sull'Hertha all'Olympiastadion di Berlino: il titolo più precoce nella storia della Bundesliga. A fine stagione i punti erano 90, con 29 vittorie, 94 gol fatti e 23 subiti, una striscia di 19 vittorie consecutive e 28 partite senza sconfitte.
Brasile di Tite, qualificazioni ai Mondiali 2018. Alisson; Daniel Alves, Marquinhos, Miranda, Marcelo; Casemiro; Coutinho, Paulinho, Renato Augusto, Neymar; Gabriel Jesus. Tite arrivò a giugno 2016 con il Brasile sesto e fuori dalla zona qualificazione. Dopo otto vittorie di fila, chiuse con il 3-0 al Paraguay del 28 marzo 2017, la Seleção fu la prima nazionale qualificata per la Russia oltre ai padroni di casa. Finì il girone al primo posto con 41 punti, 41 gol fatti e 11 subiti, 10 punti davanti all'Uruguay.
Come riconoscerlo guardando la partita
- Un solo giocatore tra le due linee quando la squadra non ha palla, sempre allineato con il pallone.
- Quattro centrocampisti alla stessa altezza, con gli esterni scesi sulla linea delle mezzali.
- Una punta isolata, con almeno quindici metri tra lei e il compagno più vicino.
- Con la palla salgono due uomini insieme, e la squadra passa a tre attaccanti e tre centrocampisti.
Il modulo che si regge su un uomo
Il 4-1-4-1 è il modulo più onesto su dove stia il rischio: sta nel mediano, e lo sanno tutti. Quando lui è all'altezza, la squadra è corta, protegge la difesa e attacca con le mezzali che arrivano da dietro. Quando sbaglia, nessuno può rimediare. Guardiola al Bayern lo sapeva così bene da affidare quel ruolo al suo giocatore più intelligente, non al più forte fisicamente.
Per provarlo con la tua squadra, schierala su Quick Lineup e guarda chi ha il profilo del vertice basso. Poi confrontala con il 4-3-3, che è la stessa idea con gli esterni più alti.


