Modulo 4-4-1-1: La Seconda Punta, l'Italia di Berlino e l'Arsenal degli Invincibili
Il 4-4-1-1 è un 4-4-2 in cui una delle due punte fa un passo indietro. Un passo solo, dieci o quindici metri. Basta quello perché la seconda punta si ritrovi in una zona che nessun avversario ha il compito di coprire. Qui trovi come funziona ogni reparto, le due squadre che lo hanno reso leggendario e cosa succede quando qualcuno trova il modo di marcare quell'uomo tra le linee.
Da dove arriva il 4-4-1-1
Nasce dentro il 4-4-2, e in Italia ha un nome antico: seconda punta.
Il calcio italiano ha sempre avuto un posto per l'attaccante che non vive in area. Da Roberto Baggio a Del Piero a Totti, la Serie A degli anni Novanta e Duemila era piena di giocatori troppo tecnici per fare il centravanti e troppo pericolosi per fare il centrocampista. Il 4-4-1-1 è il disegno che li mette in campo senza sacrificare le due linee da quattro che Sacchi aveva insegnato a tutti.
Fuori dall'Italia la versione più famosa è inglese, e ha l'accento olandese. All'Arsenal di Arsène Wenger, Dennis Bergkamp partiva accanto a Thierry Henry ma si abbassava di continuo nella zona del numero 10, e Henry si allargava sulla sinistra. I centrali avversari non sapevano se seguirli. Nel 2003-04 quell'Arsenal chiuse il campionato senza perdere una partita.
Le linee del 4-4-1-1
- 4 difensori: due centrali e due terzini, protetti da due linee di centrocampo compatte.
- 2 centrocampisti centrali: uno che recupera palla e uno che imposta.
- 2 esterni: ali che attaccano e rientrano, come nel 4-4-2 classico.
- 1 seconda punta: tra le linee, alle spalle del centravanti, libera di muoversi.
- 1 centravanti: il riferimento, che tiene occupati i due centrali.
Senza palla la squadra è un 4-4-2 compatto, e spesso la seconda punta scende a schermare il regista avversario. Con la palla la seconda punta diventa il rifinitore e il disegno assomiglia a un 4-2-3-1 con gli esterni più bassi.
Come funziona, reparto per reparto
La difesa
È la stessa del 4-4-2: una linea che sale e scende insieme, con i terzini che spingono uno alla volta. L'Italia del 2006 ne è l'esempio perfetto. Zambrotta a destra, Grosso a sinistra, Cannavaro e Materazzi al centro: una difesa che in sette partite prese due gol, un autogol di Zaccardo contro gli Stati Uniti e il rigore di Zidane in finale.
I due centrali di centrocampo
Il punto dove il 4-4-1-1 si gioca.
Due uomini in mezzo, come nel 4-4-2, ma con un aiuto in più: la seconda punta che rientra. La coppia tipica è quella di un incontrista e di un regista. Gattuso e Pirlo nel 2006 sono la versione da manuale: uno recuperava, l'altro lanciava. Nell'Arsenal c'erano Vieira e Gilberto Silva: il brasiliano restava, il francese portava palla e si inseriva.
Gli esterni
Attaccano sulla fascia e rientrano in linea con i centrali. Camoranesi e Perrotta nell'Italia di Lippi, Pires e Ljungberg nell'Arsenal: esterni che segnavano, e che in fase di non possesso chiudevano la linea da quattro.
La seconda punta
Il ruolo che dà senso al modulo. Riceve tra la linea di centrocampo e la difesa avversaria, dove il mediano non arriva e il centrale non vuole uscire. Può servire la punta, cercare l'esterno che taglia o calciare. Totti nel 2006 e Bergkamp nel 2003-04 erano due interpreti diversissimi dello stesso ruolo: il primo più rifinitore, il secondo più regista offensivo.
Il centravanti
Tiene occupati i centrali e crea lo spazio per la seconda punta. Toni nel 2006 faceva da boa e segnava di testa; Henry nell'Arsenal era tutto il contrario, si allargava e attaccava la profondità. Il modulo funziona con entrambi i profili, purché il centravanti non rubi lo spazio alla seconda punta.
Pregi
- Un uomo in una zona di nessuno. La seconda punta riceve dove il mediano avversario non arriva e il centrale non vuole uscire. Chi la marca deve lasciare la propria posizione.
- La solidità del 4-4-2. Senza palla le due linee da quattro restano intatte. Il modulo aggiunge fantasia senza togliere copertura.
- Un collegamento tra centrocampo e attacco. Nel 4-4-2 classico la palla spesso salta il centrocampo; nel 4-4-1-1 c'è sempre qualcuno che la riceve tra le linee.
- Adatto al talento italiano. Il fantasista che nel 4-3-3 non trova posto e nel 4-4-2 deve fare la punta ha qui il suo ruolo naturale.
Difetti
- Due contro tre in mezzo. Come nel 4-4-2, i due centrali di centrocampo sono in inferiorità contro un centrocampo a tre, a meno che la seconda punta non rientri sempre.
- Dipendenza dalla seconda punta. Se viene marcata a uomo, il modulo torna a essere un 4-4-2 senza il suo giocatore più creativo.
- Il centravanti può restare solo. Quando la seconda punta scende troppo per prendere palla, davanti resta un attaccante contro due difensori.
- Esterni sotto sforzo. Come in ogni modulo a due linee da quattro, se le ali non rientrano il centrocampo si svuota sulle fasce.
Come si batte il 4-4-1-1
La prima strada è marcare la seconda punta. Un mediano che la segue ovunque, anche fuori posizione, toglie al 4-4-1-1 il suo unico giocatore tra le linee. Il resto della squadra avversaria rimane a zona e aspetta. È una scelta rischiosa, perché il mediano che esce lascia un buco, ma contro un modulo costruito intorno a un uomo spesso paga.
La seconda è la superiorità in mezzo. Un 4-3-3 o un 3-5-2 mettono tre centrocampisti contro due: se la seconda punta rientra per aiutare, il centravanti resta solo; se non rientra, il terzo centrocampista avversario gioca libero.
La terza è alzare la linea difensiva. Più la difesa avversaria sale, meno spazio c'è tra le linee per la seconda punta. È una scelta che richiede centrali veloci, perché dietro di loro resta il campo per il centravanti, ma riduce la zona dove il 4-4-1-1 vive.
Quando conviene giocare il 4-4-1-1
- Quando hai una seconda punta di talento, che rende più tra le linee che in area.
- Quando vuoi la solidità del 4-4-2 senza rinunciare a un rifinitore.
- Contro squadre con due mediani statici, che faticano a decidere chi esce sull'uomo tra le linee.
- In partite ad eliminazione diretta, dove difendere in due linee da quattro e ripartire con due uomini è spesso la scelta più sicura.
Due esempi veri
Italia di Marcello Lippi, Mondiale 2006. Nella finale del 9 luglio 2006 all'Olympiastadion di Berlino: Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso; Camoranesi, Gattuso, Pirlo, Perrotta; Totti; Toni. La Francia passò avanti con il rigore di Zidane al 7', Materazzi pareggiò di testa al 19' su calcio d'angolo di Pirlo. Zidane fu espulso al 110' per la testata allo stesso Materazzi. Ai rigori l'Italia segnò tutti e cinque i tiri, Trezeguet colpì la traversa, e Grosso trasformò il rigore del 5-3. In tutto il torneo gli azzurri presero due gol in sette partite e non persero mai. Per costruire un 4-4-1-1 con la Nazionale di adesso, la formazione dell'Italia ha già tutti i giocatori caricati.
Arsenal di Arsène Wenger, 2003-04. Lehmann; Lauren, Campbell, Touré, Cole; Ljungberg, Vieira, Gilberto Silva, Pires; Bergkamp; Henry. Il primo campionato inglese a 38 giornate chiuso senza sconfitte: 26 vittorie e 12 pareggi, 90 punti. Henry segnò 30 gol in campionato, spesso partendo largo a sinistra mentre Bergkamp si abbassava nella zona del trequartista. Quella squadra allungò la striscia di imbattibilità fino a 49 partite di Premier League.
Come riconoscerlo guardando la partita
- Due linee da quattro senza palla, con un uomo davanti alla linea di centrocampo e uno ancora più avanti.
- Un attaccante che riceve spalle alla porta a metà campo avversaria, tra i mediani e i difensori.
- Il centravanti solo sull'ultimo difensore, con la seconda punta dieci o quindici metri dietro.
- In fase di non possesso la seconda punta si piazza sul regista avversario, invece di pressare i centrali.
Il modulo del fantasista
Il 4-4-1-1 è il modo più semplice per dare un ruolo a un giocatore che non è né un centravanti né un centrocampista. Non chiede di rinunciare a niente: le due linee da quattro restano, la solidità resta, e davanti arriva un uomo che vede calcio dove gli altri vedono spazio vuoto. L'Italia di Berlino e l'Arsenal degli Invincibili lo hanno costruito intorno a due fuoriclasse diversissimi, ed è per questo che funziona ancora.
Se nella tua squadra c'è un attaccante che si abbassa sempre a prendere palla, schieralo su Quick Lineup come seconda punta e confronta il disegno con il 4-4-2, dove giocherebbe accanto al centravanti.


