Modulo 3-4-3: Il Rombo di Cruyff, il Chelsea di Conte e la Difesa a Tre Offensiva
Il 3-4-3 è la difesa a tre per chi non ha paura. Il 3-5-2 usa i tre centrali per coprirsi, il 3-4-3 li usa per poter mandare più gente in avanti. Qui trovi i compiti di quinti e tridente, le due squadre che lo hanno reso famoso e il prezzo che si paga in mezzo al campo.
Da dove arriva il 3-4-3
La radice è olandese, e il nome da ricordare è quello di Johan Cruyff.
Arrivato sulla panchina del Barcellona nel 1988, Cruyff costruì il suo "Dream Team" su un 3-4-3 con il centrocampo a rombo: nei fatti un 3-1-2-1-3. Ronald Koeman faceva il libero, ma con la palla saliva in mezzo al campo come un regista e cambiava gioco sulle fasce. Davanti a lui c'era un giovane Pep Guardiola, vertice basso del rombo, che scendeva in difesa appena la palla era persa. Più avanti Bakero e Laudrup, e tre attaccanti larghi e alti. L'idea era semplice e radicale: creare superiorità in ogni zona, con giocatori che si scambiavano posizione di continuo.
Quel Barcellona vinse quattro Liga consecutive dal 1991 al 1994 e, il 20 maggio 1992 a Wembley, la sua prima Coppa dei Campioni: 1-0 alla Sampdoria ai supplementari, punizione di Koeman al 111'.
In Italia il 3-4-3 ha una sua storia a parte, ed è quella di Alberto Zaccheroni. Lo portò dall'Udinese al Milan nell'estate del 1998, insieme a Bierhoff e Helveg, e con quel modulo iniziò la stagione dello scudetto. A metà campionato capì che il 3-4-3 puro non funzionava e lo trasformò in un 3-4-1-2, per liberare Boban dietro le punte: il Milan vinse le ultime sette partite e prese il titolo alla Lazio, con 20 gol di Bierhoff.
Nel resto d'Europa, però, il 3-4-3 è rimasto ai margini per quasi vent'anni. A riportarlo in cima è stato un altro italiano, in Inghilterra.
Le linee del 3-4-3
- 3 difensori centrali: uno al centro che guida la linea e due laterali che escono in pressione e coprono le fasce quando i quinti sono alti.
- 2 centrocampisti centrali: il cuore del sistema, chiamati a coprire una zona che negli altri moduli si divide in tre.
- 2 quinti: esterni a tutta fascia, terzini senza palla e ali con la palla.
- 3 attaccanti: un centravanti e due esterni offensivi, che possono stare larghi o stringere nei mezzi spazi.
In possesso i quinti si alzano all'altezza degli attaccanti e la squadra attacca con cinque uomini sulla stessa linea: un 3-2-5. Senza palla si abbassano, e i tre attaccanti devono decidere se pressare alti o rientrare. Tutto il sistema dipende da quella scelta.
Come funziona, reparto per reparto
I tre centrali
Nel 3-4-3 i centrali difendono spesso in parità numerica, tre contro tre, e questo cambia il profilo che serve. Il centrale del mezzo deve leggere e guidare; i due laterali devono essere veloci, perché escono sull'attaccante che si allarga e poi devono rientrare. Nel Chelsea di Conte, Azpilicueta era un terzino adattato a centrale destro, e non per caso: serviva uno che sapesse correre in orizzontale.
I due mediani
È la posizione più faticosa del modulo.
Due uomini soli in mezzo, senza un trequartista che li aiuti in fase difensiva, contro centrocampi che di solito ne schierano tre. Per questo il 3-4-3 funziona solo con un mediano capace di coprire due zone. Nel Chelsea del 2016-17 quel mediano era N'Golo Kanté, affiancato da Matić che gestiva la palla. Senza un Kanté, il modulo si apre in mezzo.
I quinti
Sono il motore dell'ampiezza. Salgono fino alla linea degli attaccanti, crossano, e poi tornano a fare i terzini in una difesa a cinque. Conte trasformò Victor Moses, un'ala, in quinto destro, e Marcos Alonso diventò il quinto sinistro titolare appena arrivato. Entrambi dovevano coprire la fascia intera per novanta minuti.
Il tridente
Il centravanti fissa i centrali avversari, i due esterni attaccano gli spazi tra terzino e centrale. Nel Chelsea, Diego Costa teneva palla e faceva a sportellate, mentre Hazard e Pedro partivano larghi e finivano dentro, a ricevere tra le linee. È questa libertà di rientrare che rende il 3-4-3 moderno così difficile da marcare.
Pregi
- Cinque uomini in attacco senza scoprire la difesa. Con i quinti alti la squadra ha cinque attaccanti e dietro restano comunque tre centrali più due mediani.
- Pressing alto naturale. Tre attaccanti contro i tre o quattro difensori avversari rendono difficilissima l'uscita palla bassa. Il Barcellona di Cruyff recuperava il pallone così.
- Ampiezza costante. I quinti occupano le fasce e lasciano agli esterni offensivi la libertà di stringere dentro, dove fanno più male.
- Cambia forma senza cambi. Arretrando i quinti diventa un 5-4-1 compatto. Lo stesso undici attacca in cinque e difende in cinque.
Difetti
- Due contro tre in mezzo. Contro un centrocampo a tre, un avversario resta sempre libero. È il limite strutturale del modulo.
- Le spalle dei quinti. Quando salgono insieme, la fascia dietro di loro è vuota e un'ala veloce costringe il centrale laterale a uscire lontanissimo dall'area.
- Centrali esposti all'uno contro uno. Con tre attaccanti avversari, la difesa a tre non ha un uomo di copertura. Basta un dribbling vinto per trovarsi davanti al portiere.
- Richiesta atletica enorme. Quinti e mediani corrono più che in qualsiasi altro modulo. Senza ricambi, l'ultima mezz'ora è un problema.
Come si batte il 3-4-3
La via più diretta è la superiorità in mezzo. Un 4-3-3 o un 3-5-2 mettono tre centrocampisti contro i due del 3-4-3: il terzo uomo riceve sempre libero, e uno dei due mediani avversari deve abbandonare la posizione per andarlo a prendere. A quel punto si apre il corridoio centrale davanti alla difesa a tre.
La seconda è attaccare lo spazio alle spalle dei quinti. Se il quinto sale per pressare il terzino, un lancio diagonale dietro di lui porta il centrale laterale in una zona dove non vuole stare, e l'area resta con due difensori. È il motivo per cui i tecnici avversari, contro il Chelsea di Conte, cercavano di tenere alti i propri esterni: bloccavano Moses e Alonso nella loro metà campo.
La terza è l'uno contro uno sui centrali. Tre attaccanti contro tre difensori significa niente copertura. Una squadra con un centravanti forte fisicamente e due ali rapide può mettere la difesa a tre in parità in ogni azione, e aspettare l'errore.
Quando conviene giocare il 3-4-3
- Quando hai due quinti veri, con fiato per tutta la fascia e qualità nel cross.
- Quando hai un mediano che copre due zone, perché in mezzo sarete sempre in inferiorità.
- Quando vuoi pressare alto e hai tre attaccanti disposti a correre senza palla.
- Contro squadre con due punte, quando la difesa a tre ha comunque un uomo in più dietro.
Due esempi veri
Barcellona di Johan Cruyff, 1991-92. Koeman libero che sale a impostare, Guardiola vertice basso del rombo, Bakero e Laudrup più avanti, tre attaccanti larghi, con Stoichkov come stella offensiva. Quattro campionati spagnoli di fila dal 1991 al 1994 e la prima Coppa dei Campioni della storia del club, vinta il 20 maggio 1992 a Wembley contro la Sampdoria di Vialli e Mancini: 0-0 nei tempi regolamentari, poi la punizione di Koeman al 111'. Quel rombo è diventato il seme del gioco di posizione che Guardiola avrebbe portato in panchina quindici anni dopo.
Chelsea di Antonio Conte, 2016-17. Courtois; Azpilicueta, David Luiz, Cahill; Moses, Kanté, Matić, Alonso; Pedro, Diego Costa, Hazard. Il 3-4-3 nasce da una sconfitta: dopo il 3-0 subito dall'Arsenal a settembre 2016, Conte abbandonò la difesa a quattro. Seguirono 13 vittorie consecutive, lo stesso record dell'Arsenal del 2002, e il titolo chiuso con 93 punti e 30 vittorie. Kanté vinse sia il premio PFA votato dai calciatori sia quello FWA dei giornalisti. In Inghilterra, dopo quella stagione, la difesa a tre smise di sembrare una stranezza.
Come riconoscerlo guardando la partita
- Tre difensori larghi in impostazione, con il portiere spesso coinvolto come quarto uomo.
- Due soli centrocampisti in mezzo, molto vicini tra loro, con enormi spazi intorno.
- Cinque giocatori sulla stessa linea in attacco: due quinti, due esterni e la punta.
- Senza palla i quinti arretrano e vedi una linea da cinque con quattro uomini davanti e uno solo in avanti.
Il modulo a tre di chi vuole attaccare
Il 3-4-3 chiede tanto: due quinti con polmoni infiniti, un mediano che fa il lavoro di due, centrali veloci. In cambio attacca con cinque uomini senza mai togliere i tre dietro. Cruyff lo usò per dominare la palla, Conte per ripartire più veloce di chiunque. Stesso disegno, due squadre opposte, ed è questa la parte interessante.
Per capire se la tua rosa regge il 3-4-3, prova a schierarla su Quick Lineup e guarda chi finisce a fare il mediano. Poi confrontala con il 3-5-2, la versione con un uomo in più in mezzo.


