Modulo 4-3-1-2: Il Rombo, il Trequartista e le Due Finali Italiane di Champions

Schema tattico del modulo 4-3-1-2 con centrocampo a rombo

Il 4-3-1-2 è il modulo che l'Italia ha costruito intorno al suo ruolo preferito, il trequartista. Rinuncia agli esterni, mette quattro uomini in mezzo a forma di rombo e due punte davanti. Qui trovi come funziona ogni ruolo del rombo, le due squadre che lo hanno portato in finale di Champions e il lato del campo dove lo si colpisce.

Da dove arriva il 4-3-1-2

È il figlio naturale del 4-4-2 italiano.

Negli anni Novanta, dopo Sacchi, quasi tutta la Serie A giocava a quattro dietro e con due punte. Quello che cambiava era il centrocampo: al posto di due esterni che correvano sulla fascia, molti allenatori preferivano stringere e mettere il loro miglior giocatore tecnico tra le linee. Il campionato dei grandi numeri 10, da Baggio a Zola a Rui Costa, aveva bisogno di un modulo che li facesse giocare tutti. Il rombo era quel modulo.

La versione più famosa porta la firma di Carlo Ancelotti. Al Milan riprese un'intuizione che Carlo Mazzone aveva avuto a Brescia, dove il trequartista era Baggio: Andrea Pirlo, nato numero 10, spostato davanti alla difesa a fare il regista. Con Gattuso e Seedorf ai lati e Rui Costa al vertice alto, quel rombo vinse la Champions League 2002-03.

Il rombo, ruolo per ruolo

  • 4 difensori: due centrali e due terzini, che sono l'unica ampiezza della squadra.
  • 1 regista: il vertice basso del rombo, che imposta e protegge la difesa.
  • 2 mezzali: i lati del rombo, che corrono in orizzontale per coprire le fasce e si inseriscono in area.
  • 1 trequartista: il vertice alto, tra le linee, alle spalle delle due punte.
  • 2 punte: una coppia che gioca vicina, con il trequartista a fare da terzo attaccante.

In mezzo al campo il rombo ha quattro uomini contro i due o tre degli avversari. È il suo argomento principale: la palla gira sempre in superiorità numerica al centro, dove si decidono le partite.

Come funziona, reparto per reparto

La difesa

I centrali del rombo sono protetti dal regista, ma i terzini lavorano più che in qualsiasi altro modulo a quattro. Devono dare tutta l'ampiezza in attacco, perché davanti a loro non c'è nessuno sulla fascia, e poi tornare. Nel Milan del 2003 Costacurta giocava terzino destro e Kaladze sinistro, con Nesta e Maldini al centro: una difesa da cui non si passava.

Il regista

È la scelta che definisce il rombo.

Può essere un mediano che rompe il gioco o un regista che lo costruisce. Ancelotti scelse la seconda strada con Pirlo, e contribuì a cambiare il modo in cui l'Italia pensava quel ruolo: un giocatore tecnico, non fisico, che difendeva con la posizione e lanciava con i piedi. Nella Juve di Allegri il vertice basso era lo stesso Pirlo, dodici anni dopo.

Le mezzali

Sono i giocatori che fanno funzionare tutto. Coprono le fasce in fase difensiva, perché gli esterni non ci sono, e si inseriscono in area in fase offensiva. Gattuso e Seedorf nel Milan, Marchisio e Pogba nella Juve: una mezzala più di corsa e una più di qualità, in entrambi i casi.

Il trequartista

Il vertice alto. Riceve tra le linee, alle spalle dei centrocampisti avversari, e ha tre opzioni: servire una delle due punte, cercare l'inserimento della mezzala o tirare. Rui Costa nel 2003 era il trequartista classico, pura tecnica. Allegri nel 2014-15 fece una scelta diversa: Arturo Vidal, un centrocampista da recupero palla, messo al vertice alto per pressare il regista avversario prima ancora di rifinire.

Le due punte

Giocano vicine e dialogano con il trequartista. Il modello ideale è una punta che viene incontro e una che attacca la profondità: Shevchenko e Inzaghi nel Milan, Tevez e Morata nella Juve.

Pregi

  1. Superiorità al centro. Quattro uomini in mezzo contro due o tre: il possesso e il recupero palla avvengono sempre in maggioranza numerica nella zona decisiva del campo.
  2. Il trequartista ha il suo posto. Nessun altro modulo mette un numero 10 così centrale e così libero. Per una rosa con un rifinitore di qualità, è la casa naturale.
  3. Due punte più il trequartista. In area arrivano sempre almeno tre uomini, e le mezzali possono aggiungersi. Contro una difesa a quattro, la pressione è costante.
  4. Pressing centrale efficace. Con il trequartista che scherma il regista avversario e le due punte sui centrali, il rombo toglie alla squadra avversaria i primi due passaggi della costruzione dal basso.

Difetti

  1. Nessuno sulle fasce. Senza esterni, l'ampiezza dipende solo dai terzini. Se non salgono, la squadra è stretta e prevedibile.
  2. Le spalle dei terzini. Quando salgono, dietro di loro resta uno spazio che le mezzali devono coprire correndo 30 metri in orizzontale. Un cambio di gioco rapido le trova sempre in ritardo.
  3. Mezzali stremate. Il rombo chiede alle mezzali di difendere sulla fascia e di attaccare in area. Senza ricambi, dopo un'ora il centrocampo si allunga.
  4. Dipendenza dal trequartista. Se il vertice alto viene marcato stretto, il rombo perde il suo collegamento tra centrocampo e attacco e resta con quattro centrocampisti che si passano la palla davanti alla difesa avversaria.

Come si batte il 4-3-1-2

L'arma più efficace è l'ampiezza. Una squadra con due ali larghe e veloci obbliga i terzini del rombo a restare bassi, togliendogli l'unica fonte di ampiezza. Se i terzini salgono comunque, l'ala riceve alle loro spalle e punta il centrale. Per questo molti allenatori, a partita in corso, allargano una mezzala o sacrificano una punta: il rombo puro contro due ali è una scommessa.

La seconda strada è il cambio di gioco. Tutto il rombo scivola verso il lato della palla; un lancio sul lato opposto trova il terzino avversario libero e la mezzala costretta a una corsa lunghissima. Dopo dieci cambi di gioco, le mezzali arrivano sempre un secondo tardi.

La terza è schermare il regista. Con una punta o un trequartista su di lui, il rombo perde il suo primo passaggio e deve costruire con i centrali, che di solito non sono giocatori da impostazione.

Quando conviene giocare il 4-3-1-2

  • Quando hai un trequartista di qualità e due punte che sanno giocare con lui.
  • Quando hai terzini di spinta, capaci di coprire tutta la fascia.
  • Contro squadre che giocano con due centrocampisti centrali, dove il rombo è in netta superiorità.
  • Quando le tue mezzali hanno gamba, perché dovranno difendere anche sulla fascia.

Due esempi veri

Milan di Carlo Ancelotti, 2002-03. Nella finale del 28 maggio 2003 a Old Trafford: Dida; Costacurta, Nesta, Maldini, Kaladze; Gattuso, Pirlo, Seedorf; Rui Costa; Shevchenko, Inzaghi. Fu la prima finale di Champions tra due squadre italiane, contro la Juventus di Lippi. Finì 0-0 dopo i supplementari e il Milan vinse 3-2 ai rigori, con il tiro decisivo di Shevchenko. Quattro anni dopo, ad Atene, Ancelotti rivinse la Champions con lo stesso nucleo ma un altro modulo, il 4-3-2-1, e due gol di Inzaghi al Liverpool.

Juventus di Massimiliano Allegri, 2014-15. Allegri ereditò il 3-5-2 di Conte e il 4 novembre 2014, contro l'Olympiacos, passò al rombo: Pirlo regista, Marchisio e Pogba mezzali, Vidal trequartista dietro Tevez e Morata. Con quel modulo la Juve eliminò in Champions il Borussia Dortmund, il Monaco e il Real Madrid, e arrivò alla finale di Berlino del 6 giugno 2015, persa 3-1 con il Barcellona. In campionato vinse lo scudetto con 17 punti di vantaggio sulla Roma, con Tevez a 20 gol, e aggiunse la Coppa Italia battendo la Lazio 2-1. La rosa di oggi è nella formazione della Juventus: la prova più interessante è capire chi potrebbe fare il trequartista nel rombo.

Come riconoscerlo guardando la partita

  • Quattro centrocampisti a forma di rombo, con un uomo davanti alla difesa e uno alle spalle delle punte.
  • Nessun giocatore di centrocampo vicino alla linea laterale; l'ampiezza compare solo quando salgono i terzini.
  • Due attaccanti sempre vicini, con il trequartista che si infila tra loro.
  • Le mezzali che si spostano in blocco verso la fascia dove c'è la palla.

Il modulo del numero 10

Il 4-3-1-2 è la risposta italiana a una domanda semplice: dove metto il mio giocatore migliore? Lo mette al centro, alle spalle di due punte, protetto da tre centrocampisti. Chiede in cambio terzini instancabili e mezzali che corrano per due. Ancelotti ci vinse una Champions con un trequartista puro, Allegri ci arrivò in finale con un mediano travestito da trequartista.

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Domande frequenti

Che cos'è il modulo 4-3-1-2?

È lo schieramento con 4 difensori, 3 centrocampisti centrali, 1 trequartista e 2 punte. I quattro di centrocampo formano un rombo: un regista in basso, due mezzali ai lati e il trequartista in alto. Non ci sono esterni di centrocampo, quindi tutta l'ampiezza viene dai terzini, e per questo si parla di modulo stretto.

Quali squadre hanno vinto con il 4-3-1-2?

Il Milan di Ancelotti vinse la Champions League 2002-03 con il rombo: Pirlo regista, Gattuso e Seedorf mezzali, Rui Costa trequartista dietro Shevchenko e Inzaghi, e la finale di Old Trafford contro la Juventus vinta 3-2 ai rigori. La Juventus di Allegri, passata al rombo nel novembre 2014, vinse scudetto e Coppa Italia 2014-15 e arrivò in finale di Champions.

Qual è il punto debole del 4-3-1-2?

Le fasce. Senza esterni di centrocampo, i 2 terzini sono l'unica fonte di ampiezza, e quando salgono lasciano alle loro spalle uno spazio che le mezzali devono coprire correndo in orizzontale. Contro squadre con due ali veloci, il rombo è costretto ad allargarsi e perde la sua superiorità in mezzo.

Che differenza c'è tra 4-3-1-2 e 4-3-2-1?

Il numero di punte. Il 4-3-1-2 ha 1 trequartista dietro 2 attaccanti; il 4-3-2-1, l'albero di Natale, ha 2 trequartisti dietro 1 attaccante solo. Ancelotti li usò entrambi al Milan: il rombo nella Champions del 2003, l'albero nella Champions vinta ad Atene nel 2007, con Kaká alle spalle di Inzaghi unica punta.

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Modulo 4-3-1-2: Il Rombo, il Trequartista e le Due Finali Italiane di Champions